KIt'yara

Governatrice
Nome completo: KIt'yara, figlia di Kor'Haq, del clan MeQpu'yay
Grado: Ambasciatore Civile Klingon (Du'ja')
Razza: Klingon
Luogo e data di nascita: First City (Qo'noS) il: 12.04.2352 (SD:29278.68)
Occhi: Verdi-gialli, di taglio insolito e fortemente fotosensibili.
Altezza: 1.88 m
Peso: 78 Kg
Colore dei capelli e acconciatura: Capelli castano rossi molto lunghi, portati quasi sempre sciolti o raccolti in acconciature elaborate.
Corporatura: Solida, con una muscolatura asciutta ma evidente, coltivata con un costante allenamento marziale.
Carnagione: chiara, appena olivastra
Timbro vocale: Generalmente profondo, caldo e rassicurante, ma nell' ira fortemente acuto, stridente.
Segni particolari: Ha la cicatrice di una bruciatura sul ventre che si rifiuta di cancellare chirurgicamente.Dal suo arrivo nel Gamma ne ha collezionate un'altra manciata, sparse un po' ovunque, e ne va fiera come fossero medaglie.
Abbigliamento da civile: un tempo amava vestire abiti femminili ed eleganti, solitamente lunghi, preferibilmente di colore blu cina o viola intenso. Attualmente veste esclusivamente tute in pelle o comunque abiti dalla foggia assolutamente maschile e militare, pratici nel combattimento, oltre ad una dotazione d'armi che farebbe invidia a un bounty killer.
Atteggiamento: sul lavoro è impeccabile e quando la naturale irascibilità glielo consente recita molto bene, sa fare buon viso a cattivo gioco. E' un politico, un leader, costantemente tesa all'autocontrollo e all'ostentazione di una stabilità e una sicurezza proprie dei condottieri. Nella vita privata ha un atteggiamento molto chiuso, riservato, scontroso con chi invade i suoi spazi. Il suo sguardo duro può risultare aggressivo e altezzoso. Non vacillerà mai apertamente davanti a nessun pericolo, nessuna perdita, nessun dolore. Nessuna sconfitta.
Biografia:
Il klan di KIt’yara, MeQpu'yay, è una famiglia nobile allargata
con rami di successione e cadetti (originariamente si trattava di nobiltà
solo "di spada", attuamente anche "di cappa"). KIt'yara è l'unica
discendente del terzo ramo, ovvero un ramo cadetto i cui membri primogeniti
sono da secoli avviati alla carriera diplomatica.
Il padre di KIt'yara, Kor'Haq, era infatti un noto diplomatico, la madre,
T'nargh, ha sempre solo gestito i beni del ramo del casato, i rapporti con
gli altri klan, l'etichetta e recentemente, rimasta vedova, è l’Anziana del
ramo. KIt'yara rispetta la memoria del padre ma non ha mai amato nè lui nè
la madre, mentre nutre una vera e propria venerazione per lo zio K'Sia,
veterano della Guerra Civile prima, di quella con il Dominio poi, ora
dislocato di stanza presso la base Ragnarock del Progetto Gamma, capo
dell'Operativo Klingon e due volte eletto come Presidente del Gamma Council.
Il Klan ereditario (il primo ramo) è noto per essere stato uno dei klan
sostenitori di Gowron, dai tempi della rivalità con Duras fino a dopo la
sua morte per mano di Worf. Ne consegue una naturale antipatia per il klan
di Martok, una sorta di avversione repressa per motivi contingenti.
Le Fenici, giurando fedeltà al Governo Martok, hanno ingoiato un boccone
amaro, non del tutto digerito.
Durante la Guerra con i Cardassiani prima, col Dominio poi, il klan ha
offerto ingenti forze e risorse alle operazioni belliche, il padre di
KIt’yara, come diplomatico, è stato assegnato all’Ambasciata Klingon su
Cardassia una volta riaperta (intorno al ’73-’74).
MeQpu'yay vuol dire Fenice (letteralmente, in lingua classica, è il
"vittorioso uccello di fuoco") e tutti i membri della famiglia si
riconoscono dall'occhio rapace, dal taglio e dal colore insolito (verde
tendente al giallo). Dall'età di 4 anni, dopo il compimento del Rito del
Fuoco (caratteristico del klan), le è stato affiancato, prima come compagno
di giochi, poi come guardia del corpo, un klingon di tre anni più vecchio,
appartenente ad un klan affiliato. KaD'Har dei Torak ha seguito KIt'yara
come scorta nel Gamma, ma è caduto nel compimento del suo dovere.
Durante l’infanzia le è capitato spesso di viaggiare con il padre durante
alcune missioni diplomatiche. L'esempio del padre avrebbe dovuto insegnarle
come mantenersi costantemente fedele all'Impero negli interessi del suo
popolo conciliandoli con le ferree regole del suo klan. Se in apparenza ciò
è stato reso possibile, il conflitto cova costantemente nello spirito
dell'Ambasciatrice.
KIt'yara ha un promesso sposo ufficiale, il Colonnello Bren'Vok,
primogenito del secondo ramo del klan dei MeQpu'yay, oltre che un membro
molto in vista della Guardia d'Onore dell'Impero. Il loro fidanzamento è
cosa di dominio pubblico su Qo'noS.
Formazione: Dopo una prima educazione impartita dal padre è stata avviata agli studi diplomatici in scuole Klingon, presso First City di Qo'noS. Dopo la laurea in Scienze Politiche Diplomatiche con indirizzo in Xenosociologia (tesi di taglio etnologico, riguardante i rapporti culturali interplanetari tra i popoli conosciuti del Q.Gamma) è stata assegnata come Attaché all'Ambasciata Klingon a Parigi (Sol III), presso l'Ambasciatore Na'har, un amico del padre, dove ha trascorso diversi anni, continuando gli studi sulle culture del Gamma, su cui ha pubblicato un libro ("La rete del Dominio, ordito e trama: Relazioni politiche e tradizioni culturali nel Gamma dalla metà del 24esimo secolo ai giorni nostri.") e diversi articoli sulle tradizioni popolari delle razze conosciute.
Abitudini: E’ una collezionista di armi da taglio, antiche e moderne, oltre che di oggetti rituali religiosi di varie fogge e culture, raccolti nei suoi viaggi o acquistati da un certo commerciante (contrabbandiere?) Ferengi. Si allena quotidianamente all'arma bianca e al corpo a corpo, non è in grado di sopportare l'inattività fisica. Adora il d'argh klingon, e va in bestia quando non le viene servito in quanto considerato velenoso. Dal rapporto simbiotico con il carpaziano Draka ha acquisito abitudini alimentari piuttosto raccapriccianti, persino per un klingon.
Frase tipica: -
Profilo psicologico e caratteriale: KIt'yara è molto legata al retaggio del
sangue, di natura facinorosa e testarda. Il suo comportamento aristocratico
e tradizionalista può sembrare superbia, in verità fa solo parte della sua
formazione familiare. E' stata cresciuta sin dall'infanzia per essere
avviata alla carriera diplomatica, costretta ad essere calma e riflessiva,
a pensare prima di agire, a mantenere i nervi saldi in situazioni
difficili. Ne ha sicuramente guadagnato in savoir faire, utile quando si
deve aver a che fare con avversari/alleati scomodi.
Ciò nonostante non è del tutto "addomesticata", non è mai stato facile per
lei rinunciare alla sua vocazione guerriera. La colpa è del fratello minore
del padre, che ha influito negativamente sul training diplomatico di
KIt'yara iniziandola alla moq'bara e all'uso della bat'leth, ma sicuramente
anche l’aver vissuto direttamente l’esperienza della Guerra Civile del 2367
l’ha segnata, così come l'esperienza dell'estate del 2379, di cui non ha
mai parlato con nessuno, né ha mai dato spiegazione alcuna.
Si è laureata in Scienze Politiche Diplomatiche con indirizzo in
Xenosociologia, per cui ha la mente aperta e curiosa nei confronti di
culture aliene e del progresso scientifico. Tende ad affrontare l'ignoto e
il pericolo con una rara incoscienza, alimentata dall'orgoglio, ma anche da
un fatalismo insolito, quello di chi ritiene di non aver nulla da perdere.
Le relazioni affettive sono da sempre da sempre un tasto dolente per
KIt'yara: i suoi amori, ma anche le sue amicizie, sono da sempre il fulcro
di grandi delusioni, uno strazio che tende ad inaridirla esperienza dopo
esperienza, e a farle concepire un profondo desiderio di autosufficienza e
di indipendenza. Il sesso però sembra essere un discorso a parte, o meglio,
una necessità che va al di là del bisogno di essere compresa e amata.
Quando concepisce un obiettivo necessario, è disposta a fare qualsiasi cosa
per il suo raggiungimento.
Carriera ed incarichi (dal 2375 al 2380): In fase di raccolta di materiale per un secondo libro (questa volta sul rapporto tra
cultura Cardassiana e Bajoriana nel dopoguerra), in seguito alla morte del padre in un
attentato operato da un gruppo anarchico su cui le indagini sono ancora in corso, viene
assegnata al suo posto al Progetto "Gamma City" e spedita su Khitomer in fretta e furia,
poiché considerata dall’Alto Consiglio come uno dei pochi diplomatici effettivamente
preparati per quel tipo di incarico.
La conferenza si svolge dall'ottobre al dicembre del 2376 e la Klingon ha occasione di
conoscere i suoi futuri colleghi, in particolare stringe una sorta di "patto non scritto"
con il Contrammiraglio Re-Lluk-Nan di Nausicaa. Nel frattempo, ossessionata dalla ricerca
delle risposte in merito all'attentato che ha causato la morte di suo padre, fa assoldare un
prezzolato, il Maggiore Karsh Dakur della Milizia Bajoriana, al fine di far luce sulle
verità nascoste.
Nel maggio del 2377, scortata dal Maggiore D'vorth, raggiunge la Exodus, sulla quale
viaggerà sino alla futura Ambasciata del suo popolo, su Nemesis e nel giugno il convoglio
attraversa il wormhole.
Nei successivi sei mesi di viaggio l'Ambasciatrice vive a stretto contatto con i militari
del Gamma Fleet, tra cui anche il Maggiore L'Djuq, un militare klingon con cui da subito i
rapporti sono conflittuali e burrascosi.
Intreccia inoltre una complicata relazione affettiva con il Maggiore D'vorth e viene
coinvolta in un confronto sotterraneo tra due organizzazioni segrete, con gravi implicazioni
nella politica dell'universo conosciuto: la "Nihil-Sen-La", un gruppo paramilitare
religioso, si erge a baluardo contro la cosiddetta "minaccia nera" ovverosia la "Fondazione
Sephiroth", una setta ribellista guidata da folli sostenitori del caos.
Nel marzo 2378 la Exodus raggiunge la nebulosa di Golconda e i rapporti diplomatici si
complicano: KIt'yara si scontra con il rappresentante cardassiano, Gul Darem e la bajoriana
Lay Yanan, cercando di barcamenarsi tra i suoi interessi (il desiderio di vendetta per
l'assassinio del padre) e gli interessi del suo popolo. Senza mai dimenticare i suoi impegni
politici, la klingon intreccia proficui rapporti con la rappresentante Elloran, Kyash
Raz'Jhal.
Nel maggio del 2378 l'Ambasciatrice subisce un grave attentato volto ad eliminarla. La
mutaforme Lilith, Emissario della Fondazione Sephiroth e Duktat, membro di una frangia
sopravvissuta dell'Ordine Ossidiano, hanno incaricato Dhal'mar, viscido segretario di
KIt'yara di eliminarla come ha già fatto con Kor'Haq. Per il fortissimo impatto con un'onda
energetica, la klingon rimane ferita gravemente, in coma per diversi mesi.
Nell'agosto, al
suo risveglio, la scampa ad un secondo attentato, aiutata da Karsh Dakur e dal Maggiore
L'Djuq: il colpevole è smascherato ed eliminato prima che possa nuocere ancora, tuttavia, la
verità sui mandanti dell'omicidio si dissolve nel nulla.
Nel settembre del 2378 viene finalmente inaugurata la nuova Ambasciata Klingon di Nemesis.
KIt'yara, dopo la drammatica esperienza a cavallo tra la vita e la morte, sembra essersi
ammansita. Tuttavia, la partenza repentina di D'vorth, senza alcuna spiegazione, e di Karsh,
che torna sulla Star Base 811 ai suoi doveri, rendono KIt'yara affettivamente coriacea.
L'ambasciatrice si dedica al suo lavoro con totale abnegazione: riattiva i rapporti tra la
con la delegazione Elloran e chiude il controverso capitolo riguardante la morte del padre e
il Dossier Gamma.
Ma gli intrighi del mondo diplomatico non hanno mai fine: KIt'yara riceve una missiva dai
servizi segreti klingon, che hanno scoperto l'esistenza di una pericolosissima nave dalla
tecnologia avanzata in mano alla Federazione, in piena violazione al trattato di Khitomer,
ancorata ai docks di Nemesis. La klingon, sotto falsa identità, seduce il capo ingegnere
della base, Dave Xavier, e introdottasi nel suo alloggio, accede al suo terminale e trafuga
i dati che le servono. L'Ambasciatrice, ottenuta la conferma dei suoi sospetti, furibonda,
chiede l'immediata convocazione dell'Operativo Federale. Lascia Nemesis alla volta di
Starbase 811, per mettere al corrente dei fatti il Comandante Kirten Telak ,l'ufficiale di
collegamento klingon più alto in grado assegnato al Progetto Gamma.
Nel novembre KIt'yara approda su Starbase 811: l'Ambasciatrice e La' Kirten Telak sono
pronti a far saltare il Progetto, se sarà necessario. La riunione dell'Operativo si svolge
in modalità olografica, nel dicembre. L'Ambasciatrice, sostenuta da Telak, espone i fatti a
cui è venuta a conoscenza, scioccando i capitani con la proiezione dei diari di Xavier,
prova schiacciante ai danni della fazione Federale.
Al termine di una lunga discussione i
klingon decidono di accettare le giustificazioni degli alleati e dichiarano che non
denunceranno i fatti dell'Hydra, ma pretendono di essere resi partecipi degli studi che
verranno compiuti sulla nave, come osservatori. Entrambi torneranno su Nemesis per
monitorarne i collaudi.
Su SB811 KIt'yara incontra anche Karsh Dakur, che vi presta servizio come ufficiale di
collegamento: i due hanno finalmente l'occasione di confidarsi i reciproci sentimenti
d'amore, celati per lungo tempo, tuttavia il loro rapporto ha un epilogo tragico che li
porterà alla rottura definitiva e prematura dei loro rapporti.
Nel Gennaio del 2379, KIt'yara torna su Nemesis e tratta con Mizard per ottenere lo spazio
che desidera nella base di Nemesis, oltre che nei collaudi dell'Hydra. Mentre insieme al
personale tecnico della base, partecipa al collaudo dei portentosi Fighter del futuro,
contribuendo ad una probabile spiegazione che riabiliterebbe in ambito intergalattico la
presenza della stessa Hydra, Xavier scopre che non è altri che KIt'yara la misteriosa
klingon con cui ha passato la notte qualche mese prima. Poco dopo, due notizie sconvolgono
la serena vita dell'Ambasciatrice: D'vorth risulta disperso in missione e la Starbase 811 è
saltata in aria.
Nel febbraio del 2379 KIt'yara parte a bordo dell'Hydra in una missione congiunta con la
USSDiana per il recupero del contingente di marines klingon dispersi ai margini della
nebulosa di Golconda. D'vorth viene ritrovato sul pianeta Subyan, ma l'avventura non è
finta: gli equipaggi si imbattono nel popolo Subyano e la sua sciagura, ridotto a riserva di
cibo da parte di una colonia di predatori notturni detti Vashim Bruhaj. In aperta violazione
della prima direttiva, i crew sono costretti ad intervenire. KIt'yara, in particolare, dopo
aver rischiato la vita a causa del morso di un Vashim, istruita dal Carpaziano Draka al
combattimento, decide di farsi carico dell'organizzazione dei Subyani contro i loro
aguzzini, come già D'vorth aveva iniziato a fare. In questo contesto, la klingon sperimenta
un senso di forte coesione con molti dei suoi compagni, la dottoressa Duvek, Ren'thul,
L'Djuq, il vulcaniano Vakhaar. Inoltre, si trova per la prima volta a toccare con mano la
realtà di indigenza e di difficoltà delle popolazioni del Gamma, che con il Progetto
Resurrection ha giurato di sostenere.
Dopo un'aspra battaglia navale, i Vashim vengono
sconfitti e i Subyani sono liberati dal loro tributo di sangue. Quasi a malincuore KIt'yara
chiude quel capitolo della sua vita e lascia il pianeta con i suoi compagni, portando con sé
Aren, giovane subyano nominato Emissario per il Gamma Council dalla Leader politica e
spirituale del nuovo popolo libero, la vecchia Ketra.
Nel Marzo 2379, al ritorno su Nemesis, KIt'yara è subissata dai rapporti sulla missione e
dal lavoro arretrato. Tuttavia, decide di fare ordine nella sua vita, chiudendo il conto in
sospeso con Xavier, confessandogli la verità su quel che c'è stato tra loro. Per una infame
coincidenza, la klingon subisce violenza dal Tenente Comandante Vakhaar, che in pieno pon
farr, le impone anche una sconvolgente fusione mentale. Il varo della USSGuardian sembra
riportare l'ordine su Nemesis, ma non è così: il nuovo capitano protempore, Gregor Campbell,
nominato dall'Operativo al posto di Mizard, gravemente malato, è un folle ossessionato dai
complotti; scoperta la sparizione del motore temporale dell'Hydra, ne dichiara il furto,
accusando Xavier di averlo sottratto in combutta con i klingon, KIt'yara e L'Djuq, sulla
base degli accadimenti del Council. L'ingegnere viene arrestato con l'inganno,
l'Ambasciatrice, vedendolo sconvolto, decide di abbracciare la sua causa: in un fronte
incredibilmente compatto con L'Djuq, e con l'aiuto provvidenziale di Katryel, KIt'yara lo fa
evadere di prigione e lo nasconde in ambasciata.
La guerra legale non è finita, e la
klingon, memore della riunione dell'Operativo Federale di quasi un anno prima, decide di
recarsi su Deep Space 12 per convincere Moses e Horowitz a confessare la verità sulla
sparizione del motore, dato che, secondo le ipotesi della klingon, deve essere sicuramente
opera loro.
La missione si rivela ardua: Moses è un osso duro, oltretutto in una situazione
personale alquanto difficile; tuttavia la klingon riesce a toccare i tasti giusti e lo
convince a rilasciare una dichiarazione ufficiale di colpevolezza che scagiona Xavier. Su
DS12 KIt'yara ha un colloquio con il nuovo primo ufficiale Erik Barr'h e con la nuova
ambasciatrice Bajoriana, Elora Arcady. Da quest'ultima viene a sapere, per vie traverse, che
la Nihil-Sen-La e la Fondazione Sephiroth hanno fatto la loro ricomparsa, firmando
l'omicidio di Vedek Larass, mentore di Elora e nemico acerrimo di Vedek Lay. Guardacaso, il
nuovo Capitano di DS12 è proprio la nipote di Lay Guna, il Maggiore Lay Yanan, che alla
prima occasione invita KIt'yara a levarsi di torno e a non impicciarsi di ciò che non la
riguarda. La klingon torna su Nemesis, ripromettendosi tuttavia di tornare al più presto
sulla base di Lay, per smascherare le sue trame.
Al suo ritorno sull'avamposto di Nemesis, nell'aprile del 2379, KIt'yara scopre che
Campbell è stato messo fuori combattimento e che L'Djuq ha ottenuto il comando di una nuova
nave, la UssUlysses, in partenza per le profondità del Gamma. Xavier, completamente
riabilitato e promosso di grado, sarà il suo Primo Ufficiale. La klingon, combattuta tra la
gioia e il dolore per la loro perdita, arriva appena in tempo per salutarli, ben consapevole
che non potrà partire con loro. Non subito, almeno. I suoi doveri la legano all'Ambasciata.
Per motivi strategici e avvinta da una dolorosissima nostalgia, decide di trasferire la sede
dell'Ambasciata Klingon su DS12, dove si reca subito dopo la partenza della USSUlysses, i
primi di maggio del 2379.
Convinta di potersi dedicare a sè stessa e al proprio lavoro, concedendosi un breve periodo
di tempo per riflettere sulla propria sfera personale alquanto travagliata, su DS12 KIt'yara
incappa invece nell'ennesima avventura che la coinvolge in questioni ben poco diplomatiche.
Un terribile 'terremoto' squassa la base, mettendone in serio pericolo l'integrità
strutturale e provocando incredibili devastazioni: un'immensa ameba spaziale (un Qwock) si è
abbrancata alla stazione per covare il suo piccolo, nascosto da mani sconosciute all'interno
di una stiva di carico. Naturalmente KIt'yara si schiera in prima linea al fianco di Lay
Yanan e del suo crew, dimenticando persino le inimicizie di sempre con il Maggiore e offre
il suo contributo nel salvataggio di DS12...o di quel che ne rimane...
Al termine di questa avventura, nell'estate del 2379, avendo ricevuto una informazione
inaspettata, KIt'yara nomina in tutta fretta un Console per l'Ambasciata e chiede un congedo
a tempo indeterminato. Lascia DS12 diretta in una destinazione non ben precisata, senza dare
alcuna spiegazione in proposito.
Al suo ritorno, all'incirca tre mesi dopo, KIt'yara appare
incredibilmente cambiata, nel corpo e nello spirito. Ovviamente, anche in questo caso, non
darà spiegazione alcuna su quanto accaduto, se non in un personale rapporto segreto al suo
governo.
Nel settembre del 2379, recuperate le sue funzioni diplomatiche, KIt'yara viene nominata
coordinatore di una interessante commissione diplomatica e si reca su Gamma City, come
sempre cantiere a cielo aperto, per studiare i dettagli di quella che sarà la futura
missione.
Alla fine di ottobre del 2379 gli Ambasciatori raggiungono la USS Ulysses, il cui crew avrà
il compito di affiancarli in un "secondo contatto" con il popolo Elothan.
La missione, per
sommi capi, consiste in una una valutazione complessiva sullo status sociale del popolo
degli Elothan e la possibilità di integrarlo nel Progetto Gamma e precisamente nel programma
di aiuti alle popolazioni bisognose e dal futuro potenzialmente utile al progetto stesso.
La missione diplomatica non ha grande successo, e l’equipaggio deve piuttosto affrontare e
debellare un pericoloso virus con il quale il Dominio ha infettato gli Elothan, prima di
lasciare il pianeta. KIt'yara viene contagiata, e questo la porta a sconvolgere
profondamente le sue relazioni affettive: comprendendo per la prima volta l'affinità che li
lega, si unisce si ad Harlan Draka, il cinico carpaziano a cui sono stati attribuiti tutti i
mali di Nemesis. KIt'yara, che per la prima volta si sente compresa fino in fondo, e
accettata anche nei propri lati oscuri, gli chiede di abbandonare la Flotta per diventare il
suo QeS'wI', consigliere. Al termine della missione, i due lasciano insieme la Ulysses, nel
biasimo di L'Djuq e Xavier, che non sono in grado di comprendere le scelte della klingon, o
forse, ancora una volta, non vogliono accettarle.
Nel marzo 2380 viene eletta la Quinta Presidenza: alla testa del Council vi è l’Operativo
Klingon nella persona del Generale K'Sia', fratello di Kor'Haq e amatissimo zio di KIt'yara.
Poco dopo le elezioni si svolge una Riunione plenaria del Gamma Council al cui ordine del
giorno c'è anche la situazione di Outpost Phoenix, dichiarata ammutinata dall'ex capitano
Veblin e il suo Primo Ufficiale, Ben Der. Il Consiglio autorizza la missione diplomatica di
KIt'yara, intenzionata trattare con gli ammutinati e convinta di poterli convincerle a
ritornare sui loro passi.
Nell'aprile l'Ambasciatrice arriva su Heliopolis insieme a Draka, per la mediazione con i
leader gli ammutinati. Tra Ben Der e KIt'yara si istaura immediatamente un rapporto
assolutamente conflittuale, che si complica nel momento in cui, in seguito alle libere
elezioni, il betazoide viene nominato Governatore. La klingon non si dà per vinta, e in un
altalenante iter fatto di liti e riconciliazioni, i due collaborano per il bene
dell'avamposto, a tal punto che la klingon finisce per comprendere le ragioni degli
ammutinati, e a sentire il bisogno di tutelare anche i loro diritti, legittimi.
Così, quando Ben Der scompare misteriosamente, KIt'yara approfitta dello smarrimento degli
ammutinati per prendere in mano le redini dell'Avamposto, farsi nominare Governatore
dall’assemblea dei Ministri promettendo di portare avanti con piena discrezionalità la
mediazione con il Council, difendendo i diritti degli ammutinati.
In verità, la klingon è stata informata di un'imminente aggressione Camitiana nei confronti
di Phoenix, ritenuta debole e facile preda della vendetta dell'Impero di Merillas. KIt'yara
sa bene che i Camitiani avrebbero buon gioco sul debole e isolato avamposto, e l'unica
possibilità risiederebbe nell'aiuto della Flotta, ma sa anche che il Comando di flotta non
accetterebbe mai di aiutare gli ammutinati, perdonandoli per aver ceduto davanti alla
necessità...dunque, la klingon prende in mano la situazione, pronta a giocarsi la carriera
in una partita a scacchi con l'intero Consiglio.
Si svolge dunque una Riunione plenaria del Gamma Council in cui la klingon, mentendo sulle
reali consapevolezze del Governo di Phoenix, chiede e ottiene il consenso di ricoprire il
ruolo di Governatore, a tutela della fazione civile dell'Avamposto. Gli ammutinati
acconsentono al ritorno di Gamma Fleet in cambio del riconoscimento della loro condizione,
in una gestione che affianchi un governo civile alla presenza militare, che tornerà
sull’Avamposto con un contingente capitanato da Andrea Loo e dal suo Primo Ufficiale Gilean
Dreydel.
Nei mesi successivi, KIt'yara smette i panni di ambasciatrice per indossare quelli del
condottiero che si prepara alla guerra: non più trattati o studi xenosociologici, ma piani
di difesa e dotazioni di armi per l'Avamposto.
A giugno, la Flotta dell'Impero Camitiano invade Heliopolis. Le forze congiunte di USS
Excalibur e USS Guardian, insieme con la Guardia Governativa di Phoenix, coadiuvate da un
massiccio intervento klingon nell'area circostante e nell'orbita del planetoide, hanno la
meglio sugli invasori in due difficili battaglie.
KIt'yara combatte alla guida della Guardia Governativa, in prima linea, guadagnando la
fiducia degli uomini di Phoenix, che non possono che constatare il suo impegno - non solo
quello politico - per la libertà e la salvezza comune.
Il successo nella guerra non è però sufficiente a placare il profondo dolore della klingon
per una perdita inaspettata quanto inaccettabile: Harlan Draka lascia Phoenix per tornare
sulla Terra, ad affrontare una volta per tutte i mostri del suo passato. Pur mostrandosi in
grado di comprendere le scelte del carpaziano, KIt'yara è intimamente distrutta.
Ai primi di ottobre 2380, quando ormai l'ordine è tornato a regnare su Phoenix, e la
collaborazione tra militari e civili ha raggiunto un stadio soddisfacente, anche grazie agli
esiti del conflitto camitiano, KIt'yara indice nuove elezioni per legittimare la sua
posizione oppure rinunciare.
Sola in ogni senso, decide di combattere, dedicando se stessa ad una nuova missione, al
centro della quale ora c'è solo Phoenix.
Il giocatore è l'equivalente di un Comandante, anche se il pg non ha grado per ragioni di trama.