Il Guardiano del RadioFaro
di Armando
Thobias si lasciava cullare come d'abitudine dal lento andirivieni della sua
sedia a dondolo.
Ogni sera, come da tre anni a quella parte, si sedeva davanti lo smilzo oblò
che si affacciava sulla vallata.
Sullo sfondo, a poco meno di un paio di miglia, l'imponenza dell'avamposto
si sfilacciava a confronto con le distese siderali, specialmente quando la
stella di Heliopolis tramontava dietro il tavoliere e la notte tornava,
piacevole compagna, a sorridergli nella sua interminabile veglia.
Ne aveva viste di cose il vecchio Thobias da che il Capitano Veblin aveva
fatto richiesta d'un radiofaro per il traffico mercantile e militare del
nascente avamposto Phoenix.
Già, Veblin, eroe dei due Quadranti insieme all'amico vulcan.
Gli avevan detto che ora Dago gestiva il bar della stazione e che Celton
aveva un comando tutto suo...
E che dire di uomini d'onore come Ripley e Sheridan, o pionieri come Tepes o
Van der Graff?.
E lui, nella sua alcova, quasi fosse rimasto alieno osservatore, si era
lasciato scorrere addosso i Protettori, gli Schifoidi, le guerre camitiane e
la venuta dei Vashim senza batter ciglio, assorto nell'unico compito di
mantenere attivo quel trasponder.
E le monotone stagioni heliopoliane si erano susseguite, le piogge acide
invaso il terreno, gli aridi venti spazzato la sabbia di nuovo bagnata dalle
piogge acide.
Ma a tutto c'è una fine.
Tre colpi dal rimbombo metallico echeggiarono nella struttura.
Thobias si tirò in piedi, recuperò il suo smunto bagaglio e mentre il
cigolio della sedia rallentava il suo corso, prese a scendere l'angusta
scala a chiocciola.
E quando la porta esterna si spalancò due volti forzatamente sorridenti
delle guardie governative accolsero il viso mesto del vecchio.
"E' ora" esortarono.
Poco distante un enorme mezzo meccanico si preparava ad abbattere il
radiofaro.
Le strutture di Phoenix 2 incombevano.
Era il progresso, lo sapeva...
Il guardiano sospirò un'ultima volta.
Affidò a quella che per anni era stata la sua dimora un'eterna carezza e si
allontanò...
.. ed in quell'istante il radio faro, per magia o per l'incanto di un
addio, emise nella notte stellata il suo ultimo flebile raggio di luce.